DEVILISH IMPRESSIONS
"Plurima Mortis Imago"
Chi avesse letto la mia vecchia recensione del demo dei Devilish Impressions, si ricorderà di una mia affermazione, ovvero che il cantante Quazarre mi ricordava in maniera incredibile Przemyslaw Olbryt dei polacchi Asgaard. Il demo, tra l'altro, l'avevamo ricevuto proprio da quell'artista. Ebbene, tempo dopo, ho avuto la conferma dei miei sospetti: Quazarre è proprio Przemyslaw. Non solo, ho avuto anche un'altra conferma: questi Devilish Impressions non sono affatto un progetto laterale, ma sono allo stato attuale il suo gruppo principale. Il fatto che questa band sia di base a Londra rende difficile una collaborazione continuativa con gli Asgaard. Ciò nonostante, il gruppo rimane polacco in quanto è formato da musicisti di quella nazionalità. In più, le registrazioni sono state effettuate in Polonia, sotto la supervisione di Maciek Mularczyk (Behemoth).
Finiamola con i preamboli, quindi, e passiamo a commentare "Plurima Mortis Imago" nello specifico. La formazione che ha inciso l'album vede Quazarre alla voce ed alla chitarra ritmica, Turquoissa alle tastiere, Starash alla chitarra solista, Adrian Nefarious al basso e Dragor alla batteria.
In copertina, dalle calde tinte legno, compare un particolare della Madonna piangente con Gesù Cristo fra le braccia. Dietro di lei, un angelo. Il libretto, di sedici facciate, contiene tutte le foto dei musicisti ed i testi. Il tema principale è la caduta di Dio, e le esortazioni all'uomo a non credere in nessun altro Dio all'infuori di sè stesso.
Dopo un'introduzione sinfonica intitolata "Lunarium", ecco partire "Rebellion Of Will Manifesto". La parola "manifesto" ci sta proprio bene. In questa traccia infatti, i Devilish Impressions snocciolano tutta una serie di caratteristiche che ne inquadrano lo stile musicale. Innanzitutto l'arrangiamento sempre eccessivo e magniloquente, dove la tastiera di Torquoissa intesse trame molto interessanti. Poi le chitarre violente e pesanti, e molto ecelettiche: passano infatti da un riffing tipicamente black sinfonico a vere e proprie mazzate death metal. La sezione ritmica è puntuale e potente, peccato per la batteria eccessivamente triggerata di Dragor. A causa dei trigger, le pelli hanno un qualcosa di sintetico che rovina il suono d'assieme, facendolo sembrare meno "vero". E poi c'è la voce di Quazarre, in questo caso assestata su timbri estremi: urla e gutturali si sprecano, e le poche volte che tenta di intonare una melodia lo fa con voce ruvida. Nel suo insieme comunque, questa prima traccia non delude.
All'inizio di "Visions Of Kingdom To Come", il cantante sembra ricordarsi delle sue prestazioni negli Asgaard, sfoderando vocalizzi isterici con tanto di falsetto (non lo userà spesso in questo CD). La seconda traccia è più propriamente black della precedente. Però, cercare di inquadrare la musica dei Devilish Impressions in un genere ben preciso è sempre azzardato. A questo gruppo non piacciono gli steccati, perciò prendono spunti un po' qua ed un po' là. Ecco quindi che in "Visions Of Kingdom To Come" possiamo trovare blastbeat iperveloci, ma anche improvvisi rallentamenti che lasciano spazio all'atmosfera. Bello il finale marziale, perfettamente idoneo alle parole del testo, che dà al tutto un alone di severità.
"Dracula's Mechanized World" è certamente una delle composizioni più evocative del CD. Anche se a volte fanno capolino gli Arcturus, oppure (come riffing) gli Emperor, questa canzone riesce comunque a comunicare sensazioni piuttosto intense. Ottima la prova di Quazarre, ma anche il riffing di Starash. Peccato per i richiami eccessivi ad altri gruppi, soprattutto norvegesi. Questo è sempre stato il limite dei Devilish Impressions. Ecco che infatti, ad un certo punto, parte un coretto che fa molto Solefald. Tutto bello sì, ma dimostra come il quintetto non sia ancora riuscito a trovare un proprio stile. Ed è un peccato. Tanto per fare un esempio, la fine del brano è molto più personale, con tanto di inserti elettronici, e ne risolleva la caratura artistica.
Uno dei brani migliori del CD è "Funeral Of God": oscura, cupa, perfettamente equilibrata. Ed inoltre, in questa occasione, il gruppo mostra carattere. Ecco, questa è la strada che la band dovrebbe seguire: farsi forza, e provare a camminare con le proprie gambe. Quando tentano di farlo, ecco risultati validissimi come questa "Funeral Of God". Impeccabile, dall'arrangiamento sopraffino, a metà strada tra il gotico e lo spaziale. Ma anche decadente, pazza, capace di legare strutture death a tastiere sinfoniche, ed in grado di concludersi con ardite strizzate d'occhio al progressive.
Eh sì, tecnicamente i Devilish Impressions sono preparatissimi ed ineccepibili. A volte è solo l'originalità a mancare. Per il resto, sono incriticabili.
Dopo un breve intermezzo sinfonico, ecco partire la violenta "Crowned To Be Crucified". Violenta come attitudine, soprattutto durante le accelerazioni devastanti e nel suono possente. Ritornano a farsi vivi i coretti alla Solefald, che comunque stanno bene nell'insieme. La traccia è molto creativa, come al solito duttile e incapace di soffermarsi su uno stile. E' un tripudio di inventiva, così come la successiva "Smell Of Death". Molto oscura e cattiva, non delude ma non fa nemmeno stupire eccessivamente. E' una canzone in linea col resto dell'album. Oddio, non si pensi che questo sia un giudizio negativo, anzi! E' solo che si avverte il grande potenziale del gruppo, così come si avverte come non sia ancora espresso al meglio. Guardando la cosa da un altro punto di vista, ce ne fossero di gruppi in grado di comporre composizioni così! Le tracce mediocri dei Devilish Era potrebbero figurare tra le cose migliori per tante altre band. Se sono così severo con loro è perchè ne intuisco il talento, ma anche perchè conosco bene le cose fatte in precedenza da Quazarre negli Asgaard, e conosco la bravura dell'artista. Il quale, dal canto suo, è l'unico che non delude mai. Abile ad esprimersi in qualunque maniera, è un esempio di follia costante ed imprevedibilità.
L'album si conclude con la buona "SataniCaoSymphony", della quale è stato tratto anche il video presente nel CD (ben realizzato, con scene di tortura e i musicisti in corpsepaint). E' stranamente malinconica, e a volte assume dei toni quasi sacrali. E' una conclusione adeguata, dopo il carnevale di suoni che abbiamo ascoltato. Il momento della riflessione finale, della conclusione apocalittica: affascinante.
"Plurima Mortis Imago" è un bell'album, e questa cosa non si può negare. Mette però in mostra i medesimi difetti che già avevano penalizzato il pur ottimo demo precedente. In particolare, i Devilish Impressions tendono ad essere derivativi spesso e volentieri. Lo so che è difficile scollarsi di dosso influenze ingombranti, ma bisogna provarci per raggiungere un suono unico e personale. Sarebbe grandioso se un giorno qualcuno potesse dire: "Senti questo gruppo, suona proprio come i Devilish Impressions!". Purtroppo, la cosa non è ancora possibile. Per ora, comunque, è possibile ascoltare ottima musica, e speriamo di poterli vedere presto dal vivo, con l'esperienza maturata dopo il lungo tour europeo di qualche mese fa!
Voto: 7.5
Hellvis – (Gennaio 2007)
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